orchestra teatro olimpico
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23/07/10
Josè Carreras in concerto con OTO
Dopo 12 anni, il Maestro torna a Vicenza, in occasione della partita a scacchi di Marostica.

martedì 14 settembre, Piazza degli Scacchi, Marostica
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05/07/10
Viva Verdi!
Sesta edizione del grande concerto lirico in Piazza dei Signori a Vicenza.
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spacer 01/06/10 | MUSICA recensisce La Serva Padrona
spacer PERGOLESI
Concerto per archi n.1 in Sol; Concerto n.5 in Mi bemolle.
La Serva Padrona.

Di Stefano Pagliantini

Domanda oziosa: quali vertici avrebbe potuto scalare un genio come Pergolesi se solo fosse vissuto qualche anno in più? E' la domanda che inevitabilmente ci si pone quando si ha la fortuna si ascoltare la sua musica.
L'occasione ci è stata offerta dall'Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza, che per festeggiare i venti'anni di attività, ha combinato una serata "tutto Pergolesi" nella magnifica cornice del teatro palladiano.

Cuore del concerto è stata l'esecuzione in forma scenica della Serva Padrona, coppia di "intermezzi in musica" del 1733, scritta da un Pergolesi appena ventitreenne, che a ogni ascolto rivela tutta la sua incredibile modernità, capace com'è di contenere in nuce i prodromi del futuro melodramma, da Mozart a Rossini fino a Donizzetti.

L'esecuzione vicentina, che molto opportunamente alternava agli intermezzi due altrettanto straordinari Concerti per archi, ha potuto giovarsi di interpreti di riferimento, secondo la più gloriosa tradizione italiana (si ricorderanno almeno Rosanna Carteri, Alda Noni, Renata Scotto, e l'impagabile Sesto Bruscantini).
Daniela Mazzucato, artista cui il teatro italiano non finirà mai di essere debitore, ha impersonato da par suo l'intraprendente e volubile Serpina, sfoggiando ancora un'invidiabile salute vocale e una verve senza paragoni, che le hanno permessi di ritrarre un figura di donna moderna, una Norina ante litteram, che alla fine è capace di intenerirsi di fronte al cuore docile del suo "padrone" Uberto.
Quest'ultimo ha trovato nella vocalità tonante, ma perfettamente a fuoco, del basso Eugenio Leggiadri-Gallani, una caratterizzazione altrettanto peretta, complice anche una dizione scandita e una notevole varietà nei recitativi.

Ottimo il lavoro compiuto dall'Orchestra del Teatro Olimpico, in formazione ridotta, guidata con mano sicura e partecipe dal suo direttore principale Giancarlo De Lorenzo, che ha puntato su un suono leggero e "baroccheggiante", con poco vibrato e grande scatto ritmico.

Il regista livornese Francesco Torrigiani, servendosi di pochi elementi scenici (dei tavolini e delle sedie di plexiglas trasparenti) e di un riverberante tappeto a specchio, ha lasciato liberi gli interpreti nel condurre il proprio gioco scenico, attribuendo singolare importanza al personaggio muto di Vespone.
C'è da sperare che la produzione trovi sbocco in una registrazione video.
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