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| 23/07/10 |
Josè Carreras in concerto con OTO Dopo 12 anni, il Maestro torna a Vicenza, in occasione della partita a scacchi di Marostica.
martedì 14 settembre, Piazza degli Scacchi, Marostica |
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| 05/07/10 |
Viva Verdi! Sesta edizione del grande concerto lirico in Piazza dei Signori a Vicenza. |
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06/05/10 | Mahler: eternità, morte e sogni. Grandi emozioni con la OTO |
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di Eva Purelli Il Giornale di Vicenza, 6 maggio 2010
Quirino Principe, voce che recita. Israel Yinon che racconta con i gesti una musica di una bellezza inconsolabile. La OTO che calibra emozioni e materia sonora, arrivando quasi a smaterializzarla e rendela pura essenza. E le voci del mezzo moscovita Victoria Lyamina e del tenore milanese Danilo Formaggia, per Das Lied von del erde, quasi una Sinfonia di Lied per contralto, tenore, orchestra di Gustav Mahler del 1908. Un anno intriso di dolore per il compositore austriaco che morirà a Vienna tre anni dopo.
Nell'estate del 1907 muiore di scarlattina Maria, sua figlia: ha solo 5 anni. Nell'estate del 1908 Mahler nel maso Trenker a Dobbiaco musica le liriche di una celebre antologia, Il flauto cinese, di Hans Bethge che pur non conoscendo la lingua cinese e quindi neppure traducendola, dà corpo ad una raccolta di libere rielaborazioni facenti parte di una accurata e precedente traduzione francese. Mahler attinge a questo corpus scegliendo sei poesie regalando così a Das chinesische Flöte una fama ben più duratura e meritoria di queslla del Bethge. Tutta la musica che Mahler ha in testa la traspone sul pentagramma ma purtroppo non l'ascolterà mai dal vivo. Piace credere e immaginare invece, che il Signor Gustav da un Empireo sonoro che accoglie le menti più elette, anche solo per un attimo abbia varcato la soglia del Teatro Olimpico e, raccoltosi, abbia ascoltato la sua "creatura".
Quirino Principe, non solo "re della penna", si dimostra anche arguto e intensa voce recitante. Prima dell'inizio offre spunti interpretativi, regala chiavi di lettura con richiami filosofici e letterari. Spiega soprattutto perchè è fondamentale capire la bellezza di questi testi che parlano della solitudine e del dolore, della giovinezza. della bellezza, della natura e delle umane emozioni, del commiato. Così nelle traduzioni dei quadri che precedono la versione in origianle lette dal musicologo si toccano inevitabilmente i temi sempre (dolorosamente) attuali dell'eternità, della morte, dei sogni. Inevitabilmente, della vita e del tempo e spazio. Spunti così vicini e riconducibili alla nostra realtà da sembrare appena composti o flash di una sconvolgenre modernità. Nel terzo quadro, Della giovinezza, si racconta di .. "amici ben vestiti che bevono e chiacchierano", nel quarto, Della bellezza, di come "dolci occhi delle fanciulle desiderino quelli dei più bei ragazzi" e nell'Ubriaco in primavera si tocca quasi con manoil piacere pieno della dissoluta ebrezza, del bisogno egoistico che prevale sull'ordine del cosmo.
Ma senza la musica queste liriche, seppur incantevoli e ricche di fascino, rimarrebbero parole sospese, intervengono allora le interpretazioni sempre sottese, partecipate, interiorizzate del mezzosoprano Lyamina e del ternore Formaggia, protagoniste, concertanti, assieme all'orchestra, mai prevaricanti. E' il direttore israeliano Yinon che riesce a cavare fuori dalla OTO un suono puro e coinvolgente, di malinconica rarefazione, a volte tribale, altre diafano. L'insieme di suoni, canti, parole, riesce a coinvolgere l'intero uditorio, discretamente numeroso, per una serata intensa, fuori bagnata da un'incessante e torrenziale pioggia, anch'essa segno della potenza terrestre! Ma nel Teatro Olimpico, si può sempre stare immersi in un sogno.
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