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19/06/09 / ore 21.00
GIOCASTA - tragedia lirica
musica di Azio Corghi testo di Maddalena Mazzocut-Mis
voce recitante: Chiara Muti mezzosoprano: Victoria Lyamina viola solista: Anna Serova coro madrigalistico: The Swingle Singers Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza
direttore: Filippo Faes regia: Riccardo Canessa
Produzione: Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza e Ensemble Punto It
Una nuova interpretazione del mito di Edipo per festeggiare Andrea Palladio al Teatro Olimpico di Vicenza
Nell'ambito dei festeggiamenti per i 500 anni della nascita del Palladio, il 19 giugno 2009 debutta a Vicenza, per "Il Suono dell'Olimpico", la prima assoluta di GIOCASTA, tragedia lirica di Azio Corghi su testo di Maddalena Mazzocut-Mis.
Un filo ideale lega sin dalla nascita il Teatro palladiano al mito di Edipo il quale, nel Rinascimento, visse una vera e propria riscoperta attraverso pièces teatrali e cantate corali (Andrea Gabrieli nel 1585 e Leone Leoni nel 1615) create per il Teatro Olimpico di Vicenza. Il capolavoro palladiano venne inaugurato con l'Edipo Tiranno di Sofocle, al termine di una scelta travagliata, ovvero quando gli Accademici Olimpici si resero conto che la scena era perfetta per accogliere la tragedia. L'inaugurazione fu un evento memorabile, e ottenne un successo unanime. Per celebrare l'anniversario del Palladio, si sceglie oggi una nuova opera di teatro musicale derivata dal mito di Edipo e che pertanto rientra nella tradizione olimpica.
L'opera si inserisce nella tradizione italiana ed europea sia dal punto di vista letterario che musicale, ma nello stesso tempo se ne distanzia per alcuni elementi essenziali. In primo luogo il mythos è narrato da una donna, madre e regina, che nella tradizione edipica rimane protagonista silenziosa. In secondo luogo, tutta la vicenda è emendata dalle derive psicanalitiche che ne affollano le novecentesche rappresentazioni. Nella drammaturgia di Azio Corghi e Maddalena Mazzocut-Mis, Giocasta sopravvive all'orrore della tragedia familiare ripercorrendo la propria vita in un monologo lucido e sofferto.
Lei è prima di tutto madre, madre di Edipo e dei suoi quattro figli, e come tale si rivolge a un Edipo ormai cieco e inerme: "Parlo non per farti del male e non sarà lo strazio a trovare le parole, ma la pietà di una madre che dice mentre nasconde". La narrazione di Giocasta comprende una parabola che inizia con la nascita di Edipo e si chiude con la morte di Antigone. La maledizione che Edipo scaglia sui figli maschi si abbatte anche sulle due figlie che si sacrificano per dare sepoltura a uno dei fratelli.
Una madre che silenziosamente conosce, da sempre, la verità e la cela, anche a se stessa, per non perdere la gioia di essere moglie e madre. Una madre che riconosce la tragedia al primo sguardo e ha il coraggio di mantenere quello sguardo, alto, fino in fondo. La Giocasta, qui rappresentata, non si uccide ma accoglie, non indaga ma guarda finalmente con gli occhi della verità, occhi che saranno poi quelli di Edipo. |
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